PMgFF15 - "Matti a Cottimo", sopravvivenza strategica

Di Sara Galignano 14/03/2016

http://www.cinemaitaliano.info/news/34996/pmgff15-matti-a-cottimo-sopravvivenza-strategica.html

PMgFF15 - "Matti a Cottimo", sopravvivenza strategica

"Matti a cottimo - Strategie di sopravvivenza" è sovrabbondante di parole, nessuna inutile, tutte a esprimere un 'sè' che non vuole essere ingabbiato ma soprattutto un 'noi' che vuole essere riconosciuto al di là degli schemi ristretti della 'normalità'.
Tante voci ma due in particolare – di Simone Sandretti e Luca Atzori – a raccontare l'esigenza e l'esperienza sorte intorno al Mad Pride, movimento che rivendica l'orgoglio dei malati psichiatrici e un loro ruolo costruttivo nella società.

Dopo un denso e programmatico esordio – dove emergono concetti come 'la follia è un potere' (non una limitazione), oppure ‘sviluppare sinergie che valorizzano la complementarietà’ – il regista Mauro De Fazio inizia a mostrare le attività del gruppo e il suo modo di relazionarsi con l'esterno: organizzare il Mad Pride (manifestazione che dal giugno 2013 unisce una volta all'anno matti e loro solidarizzanti in corteo per le strade di Torino); distribuire il giornale autoprodotto "La Sveglia"; occupare i locali in disuso del Centro di salute mentale dell’Asl di via Gorizia per una tre giorni di incontri, dibattiti, mostre, laboratori, condivisione; ma soprattutto vivere l’esperienza sul campo di Matti a cottimo, cooperativa che mette a disposizione il lavoro di malati psichiatrici per attività che vanno dallo sgombero cantine al laboratorio teatrale.

Conquista – più di tutto – il senso di consapevolezza ("siamo orgogliosi di essere ciò che siamo", "la resistenza rende vigili") che è di diversità ma anche di uguaglianza (dei diritti, principalmente, ma non solo): quanto è labile – a volte invisibile – il confine tra chi è ritenuto sano e chi no? Guardando “Matti a cottimo” capita di riconoscersi, a volte addirittura di desiderare di potersi riconoscere.

In ultimo va evidenziato l’utile confronto, distribuito lungo tutto il documentario, tra la posizione dei ‘malati’ e quella istituzionale della dott.ssa Vilma Xocco, direttrice DSM dell’Asl To1, che permette di aprire lo sguardo e concede un contraddittorio per nulla scontato (da entrambe le parti).

Chi sono i matti? Che cosa fanno? Come sopravvivono?
Abbiamo visto gente in fase maniacale svuotare cantine in poche ore, schizofrenici dipingere occhi neri come lo spazio. Abbiamo documentato il quotidiano di esseri umani che nonostante le voci nella testa, la paranoia, la depressione, le visioni, le allucinazioni sono ancora in grado
di alzarsi la mattina per andare a lavorare in fabbrica,vendere giornali, fare le pulizie, organizzare festival, scrivere canzoni.
Il Torino Mad Pride è un movimento di matti che cerca di interfacciarsi col mondo e con le sue istituzioni nel tentativo di restituire ai matti e alla follia un ruolo attivo nella società.
Documentare questi anni di lotte e fallimenti, che hanno dato vita al progetto di lavoro Matti a Cottimo, ci ha permesso di realizzare un film corale che si confronta faccia a faccia con il confine inesistente della normalità.

http://www.mediapolitika.com/dallitalia/15247-torino-mad-pride-lancia-matti-a-cottimo-il-sito-che-offre-lavoro-ai-pazienti-psichiatrici/

 

Torino Mad Pride lancia Matti a Cottimo, il sito che offre lavoro ai pazienti psichiatrici

 

Chi l’ha detto che i cosiddetti “matti” debbano vivere un’esistenza priva di nuovi stimoli e in totale reclusione? Oggi, sempre più persone si ritrovano a combattere con disagi psichici di lieve o grave entità e, il più delle volte, queste persone finiscono con l’essere facilmente etichettate, escluse da una società che affonda le sue radici in un terreno ricco di stereotipi.

“Matti a Cottimo” è un progetto nato qualche anno fa per l’inserimento lavorativo degli utenti psichiatrici, lanciato dal Torino Mad Pride, collettivo che annualmente organizza l’omonima parata dell’orgoglio dei folli. A due anni di distanza, quel progetto, che ha già dato lavoro a circa 40 persone con disagi psichici e utenti psichiatrici, sta per diventare qualcosa di più grande: a breve, infatti, quest’ultimo verrà iscritto regolarmente nel registro regionale delle cooperative e ciò significa che “Matti a Cottimo” diventerà a tutti gli effetti, dopo un paio di anni di attività in via informale, una cooperativa sociale.

Entro Novembre ci sarà anche il sito ufficiale che funzionerà come una sorta di Linkedin dei “matti”, anche se, già da adesso è possibile iscriversi per eventuali future collaborazioni compilando un modulo on-line su www.mattiacottimo.net/mad.

Come spiegato da Luca Atzori, che insieme a Simone Sandretti è il fondatore del Torino Mad Pride, all’iniziativa hanno già aderito molte delle cooperative e associazioni torinesi che lavoro sul disagio psichico. Insomma, “Matti a Cottimo” si appresta a diventare un vero e proprio punto di riferimento per associazioni ma anche aziende in cerca di personale da occupare a termine. Soprattutto “Matti a Cottimo” rappresenta uno spiraglio di luce e di speranza per tutte quelle persone che, a causa di un loro malessere interiore, hanno smesso di credere nel futuro e nella vita, che hanno dimenticato il valore di un sorriso. Per ridare loro la certezza che non esiste l’essere migliore, che la realtà non necessariamente deve coincidere con il “buio” e la solitudine, che si può e si deve andare avanti, sempre.

(di Sabrina Ferri)

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/466948/Matti-a-cottimo-lancia-il-Linkedin-per-dare-lavoro-ai-pazienti-psichiatrici

 

"Matti a cottimo" lancia il Linkedin per dare lavoro ai pazienti psichiatrici

Progetto nato nell'ambito del Torino mad pride per l’inserimento nelle aziende. Dopo due anni di attività informale e oltre 40 utenti già collocati per occupazioni a termine, il gruppo si appresta a diventare una cooperativa sociale in piena regola

02 settembre 2014

TORINO - Il primo incarico risale al 2012, quando Luca, Simone e Giuseppe furono chiamati da un privato che li assunse come facchini per un trasloco. Partiva così “Matti a cottimo”, progetto per l’inserimento lavorativo degli utenti psichiatrici lanciato dal Torino mad pride, collettivo che ogni anno organizza l’omonima parata dell’orgoglio dei folli. E che ora, dopo due anni di attività in via informale, si appresta a diventare una cooperativa sociale in piena regola: a breve il progetto verrà regolarmente iscritto nel registro regionale delle cooperative, mentre è già online la versione provvisoria di un sito web “che entro novembre verrà lanciato in via ufficiale - spiega Luca Atzori, fondatore di Mad Pride - e funzionerà come una sorta di Linkedin dei matti”.  

“Per il momento – spiega Attori – stiamo ancora raccogliendo le iscrizioni; le quali, ci tengo a sottolinearlo, sono aperte a chiunque. Pur continuando a prestare particolare attenzione agli utenti psichiatrici, infatti, con ‘Matti a cottimo’ abbiamo deciso di rivolgerci a una fetta di popolazione molto più ampia. Come ripetiamo spesso, il Mad pride non si occupa unicamente di ‘utenti’, ma di disagio psichico in senso lato: questo malessere oggi è sempre più diffuso e affonda spesso le radici in situazioni e problemi di tipo lavorativo; per questo abbiamo ritenuto di aprire questa esperienza a chiunque volesse parteciparvi”.

Iscriversi al sito è quanto di più semplice: visitando l’indirizzo www.mattiacottimo.net/mad si accede a un modulo da compilare con i propri dati anagrafici, le eventuali qualifiche e le precedenti esperienze lavorative. “I profili utente – spiega Atzori – andranno a finire in un database di soci, da selezionare per gli incarichi che ci verranno proposti di volta in volta dalle aziende”. All’iniziativa hanno già aderito molte delle associazioni e delle cooperative torinesi che lavorano sul disagio psichico, come ad esempio il Margine, Arcobaleno Onlus o Mentelocale; a patrocinarla sarà invece Coldiretti “che – precisa Atzori –, oltre ad assisterci nella stesura dello statuto, ci sta aiutando a proporci anche per dei lavori nel settore agricolo”.     

Nato nel 2011 da un’idea di Atzori e Simone Sandretti, entrambi fondatori del Torino Mad Pride, a oggi “Matti a cottimo” ha dato lavoro a circa 40 persone, tra utenti psichiatrici e persone colpite da disagio psichico. “Le prime chiamate – ricorda Atzori – le abbiamo ricevute quasi tutte da privati che avevano bisogno di operai per dei traslochi. In seguito, una delle nostre squadre si è occupata di distribuire volantini per un teatro, e col tempo le chiamate da parte delle aziende si sono fatte via via più frequenti: l’incarico più grosso lo abbiamo ottenuto qualche mese fa, quando una fabbrica ha assunto nove dei nostri soci. per un lavoro di pulizia e manutenzione interna”. Così, tra i contatti del gruppo ora non ci sono più soltanto utenti psichiatrici e associazioni, ma anche un nutrito gruppo di aziende che sempre più spesso si rivolge alla neocooperativa per reperire personale da occupare in lavori a termine.  “In sostanza – conclude Atzori – da due anni cerchiamo di costruire una rete tra utenti, associazioni e mercato del lavoro: sappiamo che questo modo di lavorare può funzionare, perché in questi anni lo abbiamo visto con i nostri occhi”. Il lancio del sito di “Matti a cottimo” è previsto per novembre. Chi volesse iscriversi al database può andare su  www.mattiacottimo.net/mad (ams)

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MATTI A COTTIMO: incontro 3°

Verbale della riunione del 1/3/2012

 

Ore 17:15 si prende posto, ci si presenta e piacevolmente si avverte la presenza di tante facce nuove.. la riunione non può che iniziare facendo un riassunto delle puntate precedenti.

Ci teniamo soprattutto a precisare che “matti a cottimo” non è un progetto indirizzato solo alle persone che istituzionalmente sono riconosciute come “pazienti psichiatrici”.. “matti a cottimo” vuole proporsi come opportunità anche per tutti quelli che semplicemente non sono in grado di gestire un lavoro “normale” part-time o full-time che sia, oltre che per tutti quelli che, nonostante la presenza di fragilità, non riescono ad arrivare al 74% di invalidità che gli permetterebbe di avere diritto ad una pensione.

Ciò a cui stiamo lavorando vorrebbe costituirsi come un progetto capace di imporsi autonomamente e competitivamente nel mercato del lavoro permettendo di potenziare e valorizzare le capacità possedute da ciascun individuo, proteggerne e tutelarne le fragilità, nel pieno rispetto delle diversità e complessità di ciascuna persona.

Ecco che arriva una testimonianza molto importante: Roberto volontario dell’associazione Agape inizia a raccontarci l’esperienza di “matti per Torino”. Il progetto è nato dall’idea di creare una opportunità per tutte quei matti con scarsa autonomia , indirizzandone l’attività a favore di altre associazioni nell’ambito della promozione culturale. L’esperimento pilota fu sostenuto dal cineteatro Baretti, per cui una squadra di ragazzi, insieme a dei volontari, ne pubblicizzava gli spettacoli. L’esperienza andò così bene che si riuscì ad attirare l’attenzione del dottor Gallino dell’ ASL TO1 il quale si dimostrò disponibile a sostenere un contributo monetario per una decina di persone. La somma della borsa lavoro è in realtà irrisoria, si parla di una cinquantina di euro al mese che però potrebbe essere una manna dal cielo per tutte le persone che, vivendo solo con la pensione di invalidità, potrebbero essere interessati ad arrotondare le entrate. Senza contare la parte positiva del fare passeggiate per Torino assieme ad un compagno di lavoro che ci sostiene e ci ascolta.

In realtà abbiamo fino ad ora pensato che “Matti a cottimo” dovesse avere la capacità di adeguarsi alle esigenze di un maggior numero di persone possibili, e presentarsi come una possibilità di vero e proprio sostentamento.. le parole di Roberto ci hanno però fatto riflettere sulla possibilità che a fianco al tronco centrale si possano sviluppare una serie di differenti varianti, sempre nell’ottica di fornire possibilità che più possibile si adeguino all’infinita ed immensa ricchezza che risiede nella specificità e particolarità di ogni essere umano.

Siamo lieti di annunciare a tutti voi che, seppure senza sede fisica abbiamo trovato una segretaria Alice. Troverete il suo numero nella prossima edizione de “la sveglia” e potrete iniziare a contattarla per dirle quali sono le capacità lavorative che vi piacerebbe mettere in gioco.

Concludo facendo un appello a tutti voi: la cosa più importante per ora è trovare una forma del progetto “matti a cottimo”.. iniziare a capire come ci si possa muovere nella realtà concreta in maniera da tener fede agli obbiettivi sovraesposti. In questo senso, forte della convinzione che molte teste sono sempre meglio di poche, chiederei a chiunque abbia delle intuizioni, buone prassi da mostrarci e idee brillanti di farsi avanti ed aiutarci a portare avanti questa nostra grande scommessa.

 

Veronica Carta

Persona Work in Progress

Matti a Cottimo

 

 

MATTI A COTTIMO: incontro 2°

Verbale riunione 9/02/2012

La discussione inizialmente si è diretta prevalentemente sulla questione “economica” ovvero, quale può essere un sistema di retribuzione possibile all’interno del progetto MATTI A COTTIMO”?

Giorgia ha proposto l’utilizzo dei voucher ..ma che cosa sono??

In Italia i datori di lavoro "occasionali" possono utilizzare i voucher per il pagamento dei lavoratori temporanei. La cosa vantaggiosa è che questo sistema retributivo comprende i contributi previdenziali e assicurativi all'INPS e all'INAIL. Inoltre la Compagnia S. Paolo ne potrebbe finanziare l’utilizzo tramite il bando per il progetto “reciproca solidarietà e lavoro accessorio” ..si pensava di schiarirsi le idee il più possibile in materia, per eventualmente parteciparvi. Pare ci sia la necessità di “appoggiarsi” un’Associazione che possa accreditarsi all’IMPS per comprare i voucher alla quale ovviamente non possono essere associate le persone che poi riceveranno lo stipendio con questa forma di pagamento. Si è pensato di appoggiarsi a Liberamente, oppure di usare Olocroma, promotrice di Torino Mad Pride. In ogni caso abbiamo tutti concordato sul fatto che necessitiamo di una maggiore conoscenza a riguardo perciò ci siamo dati come obbietti di arrivare tutti al prossimo incontro con le idee più chiare, in particolare Giorgia si rapporterà con una operatrice della cooperativa “il Margine” che più volte ha già attivato dei progetti lavoro in questo modo.

Sicuramente non vogliamo cadere nelle solite modalità di inserimento lavorativo basato su un sistema assistenzialistico alle dipendenze dello stato, perché sappiamo quanto gli investimenti nel sociale siano considerati più che altro un peso e non una risorsa. L’idea è quella di sfruttare le capacità, competenze abilità etc possedute dalle persone che parteciperanno a questa avventura, di entrare in maniera competitiva sul mercato del lavoro, come “forza autonoma”. Abbiamo perciò discusso sulla necessità o meno di creare dei curriculum vitae per tutti i futuri lavoratori: per il momento saranno creati dei modelli di “curriculum sensibili” in modo da poter valorizzare le capacità anche di coloro che hanno prevalentemente competenze umane o comunque, non immediatamente spendibili come prestazioni lavorative. Rifletteremo in seguito sulla necessità o meno di riformularli secondo il formato europeo.

Altro quesito: chi è che da punto in bianco decide di “assoldare” dei matti, siamo tutti ben consci dei forti pregiudizi presenti nella società rispetto a certi tipi di sensibilità, siamo tutti consapevoli del fatto di non stare partendo da zero, ma da sottoterra. Abbiamo perciò riflettuto sulla necessità di trovare strategie efficaci per la “vendita “ della nostra immagine e di conseguenza, sulla necessità di riuscire a trovare una forma organizzativa, che ci permetta di raggiungere livelli massimi di prestazioni lavorative. Un’ipotesi è di formare delle equipe in cui il lavoro sia basato sui rapporti personali, in modo che in caso di impossibilità per alcuni di recarsi a lavoro, una comunicazione efficiente e sincera all’interno delle equipe permetta la sostituzione delle persone in difficoltà momentanea, con altri elementi del gruppo o con elementi di altri gruppi.

Quello su cui concordiamo tutti e che bisogna andare avanti per piccoli obbiettivi: Il primo fra tutti è arrivare alla prossima riunione (che si terrà il 1 marzo alle 17:00 presso il caffè Basaglia) con almeno una decina di nomi di persone A TESTA che mettano a disposizione qualsiasi cosa sappiano fare, in modo da poter iniziare la nostra piccola banca dati.

 

Veronica Carta

Persona Work in Progress

Matti a Cottimo

 

MATTI A COTTIMO: incontro 01

un gruppo che lavora in gruppo per formare gruppi di lavoratori indipendenti

Lunedì 23 gennaio abbiamo dato inizio ai lavori di Matti a Cottimo, un progetto di inserimento professionale per utenti psichiatrici.

"Matti a cottimo" , denominazione apparentemente caustica, nasce in seguito a una considerazione:

 

I "matti" vivono una vita professionale spesso incostante, discontinua, talora proprio non riescono nemmeno a svolgere lavori di alcuna sorta. Nel caso dell'incostanza, abbiamo considerato che questo comporta una conseguenza inevitabile, ovvero che si trovino ad assumere (anche approssimativamente, volendo) diverse competenze in diversi campi. Nell'altro caso, che facciano difficoltà a lavorare da soli.

Abbiamo pensato a un'alternativa di inserimento professionale, dove gli utenti vengano assunti a cottimo, quindi per un certo determinato periodo di tempo e per svolgere una mansione specifica, secondo la richiesta. Ad esempio, nel caso in cui doveste avere bisogno di un imbianchino, noi potremmo offrirvi il servizio inviandovi un  utente che intenda collaborare, e che verrebbe pagato per quel determinato compito.

Nel caso di utenti che non riescano a svolgere il lavoro indipendentemente, vorremmo dare loro la possibilità di lavorare in gruppo.

Abbiamo preso spunto dalla banca del tempo per quanto riguarda la strutturazione, anche se abbiamo intenzioni meramente professionali. Vogliamo uscire da qualsiasi ottica assistenzialistica e trovare il modo di responsabilizzare gli individui coinvolti.

 

Intendiamo creare una vera e propria agenzia, e per far questo ci stiamo incontrando con diversi gruppi al fine di confrontarci e ovviamente costruire.

 

Luca Atzori